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Kenya

Immense praterie dall’erba giallastra e rari alberi a ombrello, dove milioni di animali pascolano indisturbati e bevono beati nelle pozze d’acqua lasciate da piogge potenti o fiumi essiccati: è la savana che ci hanno raccontato nei documentari, l’Africa degli animali che ci attrae e ci spaventa, l’Africa del Kenya e della Tanzania, quella vera, quella che contagia, quella del mal d’Africa! Ma questo mal d’Africa esiste davvero?

Si, esiste davvero, perché io penso che un safari non sia tanto un viaggio, quanto una sensazione, un’emozione che cresce con il profumo della savana, pungente e inebriante, il fascino della sua anima primitiva e magnificamente viva, la selvaggia percezione di pericolo costante, avvolti in una natura potente che protegge i meccanismi perfetti della sopravvivenza.

Questo è il Kenya dei grandi parchi: il remoto Samburu con le giraffe più belle dell’Africa, il Masai Mara dalle infinite savane, dove gli gnu compiono la loro circolare migrazione creando uno degli spettacoli più potenti della natura africana, l’Amboseli romantico, il verde lago Nakuru dei fenicotteri, il grande Tsavo e il Taita Hill vicini alla costa e per questo invasi da turisti che preferiscono un safari veloce nel mezzo ad un soggiorno mare.

Questa è il Kenya delle numerose etnie che vivono in simbiosi con la natura e con gli animali, fra cui i Samburu e i fratelli nomadi pastori Masai che praticano segreti riti di iniziazione, bevono il sangue bovino per rendersi forti, amano i gioielli di perline colorate e saltano in alto durante i balli tradizionali.

Questa è il Kenya delle belle spiagge dove il relax può essere arricchito dall’emozione di un safari.

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(Le informazioni contenute negli itinerari erano valide all’effettuazione del viaggio: ci scusiamo per eventuali successive variazioni)

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